
La maggioranza delle persone qui a Shabunda non si possono permettere una torcia e per ovviare a tale problema penso abbiano imparato a memoria tutte le singole strade della città. E’ incredibile vedere anche tutti questi bambini di tre quattro anni gironzolare soli, anche fino a notte fonda, senza mai perdersi.
La maggior parte della gente che vive a Shabunda, o nei villaggi qui attorno, non è mai andata in città come Bukavu, Goma o Kindu, dove già c’è l’elettricità e la TV, per mancanza di vie e mezzi di comunicazione. Per andare a Bukavu o Goma, infatti, l’unico mezzo è l’aereo, troppo caro per la gente comune. Kindu è collegata da una strada che assomiglia più ad una carreggiata di campagna che già da molti anni manca totalmente di ogni opera di manutenzione, ed è quindi difficile da raggiungere. Vedere la televisione, di conseguenza è una rarità per la maggior parte della gente che vive qui e spesso mi sono chiesto a che cosa pensino quando vedono le pubblicità durante l’intervallo delle partite. Persone ben vestite con bei cellulari e automobili che sembrano uscite dall’ultimo salone futuristico e che corrono in città quali Londra. Sto pesando ad una delle pubblicità che ricordo. Insomma, tutte cose che per noi sono normali ma che viste con gli occhi della gente di qui possono sembrare, senza scherzo, di un altro pianeta.
Quando poi penso a tutte le cose, anche da mangiare, che noi gettiamo ogni giorno perché scadute o semplicemente perché siamo già troppo sazi, e al fatto che qui molti mangiano solamente una volta al giorno, perché non hanno nulla di cui cibarsi, non riesco a trovare una risposta.
Com’è disequilibrato ed ingiusto questo nostro mondo!!
Ora per un bel po’ la gente di Shabunda può ritornare a vivere sonni tranquilli e a non pensare alla differenza abissale che c’è tra il loro ed il nostro mondo che vedono alla televisione. Penserete che non è poi una bella soddisfazione ma finché noi non cambiamo le carte in gioco a loro non resta altro che aspettare, magari all’ombra di una palma.
Tutaonana, Mirko.






